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Oggi molti stimano che lo stato della nostra salute e lo stato d’animo siano strettamente connessi tra loro.

Nei testi di Caraka e Susruta il concetto di salute elaborato dai maestri indiani è molto interessante. Salute, in sanscrito, si dice svastha, parola composta da stha-stare e sva-sé.

Per tanto lo stato di salute, secondo la tradizione ayurvedica, consiste essenzialmente nel riuscire a dimorare nel proprio sé, ovvero sperimentare quella condizione psico-fisica-spirituale naturale ove tutte le energie del corpo e della mente sono in armonia fra loro. In molte tradizioni orientali molti maestri spirituali e saggi crearono sia scuole di yoga e meditazione che scuole di medicina.

Nella visione spirituale, corpo e anima sono in continua relazione tanto che la cura è portata alla sua massima potenzialità di maturazione e di realizzazione spirituale. L’esperienza mistica fin dai tempi antichi era fondamentale per coadiuvare il processo di guarigione in modo da riportare uno stato di armonia e unità con sé stesso e con l’intera esistenza. Un percorso di yoga e/o meditazione è di sostegno alla persona per prendere coscienza di sé e dello squilibrio presente ed aiuta a comprendere come trasformare la propria vita, come espandere la propria coscienza in modo che le energie del corpo-mente possano trasformarsi da uno stato di squilibrio e blocco, ad uno stato di armonia e più elevata polarità energetica.

Nelle tradizioni filosofiche come lo Yoga, il Buddhismo viene trasmessa, in modo certosino, una conoscenza complessa fatta di esperienze e di intuizioni, di percezioni sottili e di consapevolezza spirituale.  Nei testi vedici dell’antica India si evidenziano le varie opportunità, che un individuo ha durante la propria vita, collegandole alle varie fasi di crescita che una persona attraversa fino alla morte.

In base alle varie fasi sono stati sviluppati vari metodi per ogni ciclo. Il corpo umano è considerato sacro in quanto luogo di dimora divina ed è il veicolo dell’evoluzione spirituale verso il raggiungimento di moksa e per questo la morte è vista come parte della vita umana e segna la fine della natura incarnata del sé in questo mondo e la preparazione per la prossima vita.

Ma possiamo dire anche che in occidente, grazie a vari studi, da alcuni anni la meditazione e la spiritualità sono diventati oggetto di ricerca per migliorare la qualità della vita e di conseguenza aiutare e sostenere la persona durante una malattia. Tale studio ha portato buoni risultati in questo campo e spero che la ricerca moderna continuerà e andrà avanti per portare altri risultati che daranno un posto di rilievo al connubio tra spiritualità e salute.

L’individuo è un sistema complesso e non si può generare una vera guarigione omettendo lo sviluppo della spiritualità e un lavoro sulla mente, perché è una forza crescente una volta risvegliata. Ci sono aree del cervello deputate alla spiritualità e non integrarla è come lobotomizzare il nostro cervello e rendere menomato tutto il sistema.

La spiritualità trova più facoltà di espansione se ci apriamo in modo graduale alla conoscenza di sé in quanto la visione può ampliarsi e divenire uno spazio che apre le porte ad un processo evolutivo per il salto della specie, da homo sapiens sapiens a homo consciousness/spiritual.

La manifestazione di ciò che esiste e non si manifesta è il progenitore della vita.

“Il significato della vita è la precessione di un corpo”. (E. Hamming).

L’idea centrale di Hamming è che l’obiettivo della vita non ha per scopo il raggiungimento verso una meta, ma essere in movimento, l’inizio è importante genera la danza; in quanto accade che quando ti fermi non c’è più precessione e quindi l’inerzia mentale intrinseca limita le nostre capacità di eccellere. C’è sempre un fattore di paura dietro la coscienza che ostacola un nuovo progetto, ma questo riguarda la programmazione mentale.

Questo mondo sembra che sia fatto per coloro che possono imparare e disimparare in un ambiente che cambia ciclicamente in modo dinamico. Sta a noi nutrire la nostra materia grigia con pensieri creativi e affermativi in modo che possiamo riscrivere la nostra storia ogni volta che desideriamo. In questo movimento è fondamentale coltivare il coraggio in modo che ci allontaniamo dalla paura e attiviamo la potenza dell’amore, la forza divina della vita.

“Fallisci solo quando non ti sforzi abbastanza per manifestare un potere divino” .
(Vivekananda).

Ogni anima è potenzialmente divina ed esprimere questa divinità nei nostri cuori, pensieri e azioni è l’obiettivo principale. Nella scuola chiamata vita noi affrontiamo prima il problema e poi apprendiamo la lezione messa di fronte ai nostri condizionamenti e alla nostra educazione.

Il seme della felicità sta nel nostro DNA e il dogma centrale risiede nel nostro cuore che ci spinge verso uno slancio evolutivo e ci trasforma in modo graduale dall’animale umano ad essere umano divinizzato. L’ostacolo è nella nostra mente, che non è altro un groviglio di pensieri non organizzati che ci mantengono in uno stato di confusione e di immobilità. Ora riconosciamo che persino il DNA, l’insieme di mattoni della vita e il custode genetico, segue i ritmi della mente ed i nostri pensieri possono attivare o disattivare i geni.

Purtroppo la nostra cultura è stata la rovina per la nostra capacità di pensare in modo creativo e innovativo ed ha interferito con il nostro processo di apprendimento, perché in noi è morto il desiderio di imparare per il bene della conoscenza e nel tempo le persone sono diventate degli automi aggrovigliati in un caos mentale vivendo una vita in una continua lotta e in questo modo soggetti a molti stati mentali diversi. Il corpo riflette la mente: una mente caotica ispira una biologia caotica e cambiare quest’ultima è uno degli obiettivi della meditazione. Ora sappiamo che guardare la vita con allegria e positività può favorire la salute, ma non è sempre facile pensare in modo costantemente positivo.

E’ una nostra responsabilità riprenderci la vita nelle nostre mani e riprogrammarla per fini nobili, per fini evolutivi e per la creazione di una nuova umanizzazione e sviluppo della specie umana.

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